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Raffaele Lorusso, con 213 voti su 309 è il nuovo Segretario generale della Fnsi

Articolo di del 1 febbraio 2015 – 14:35 | 183 views

RaffaeleLorusso_elezione30Gen2015“Io vorrei ringraziare tutto il congresso – ha esordito Lorusso – quelli che mi hanno sostenuto e vorrei ringraziare Carlo Parisi perché il confronto, non lo scontro, tra opposte opinioni, soprattutto nella nostra categoria è da sempre la ricchezza di questo sindacato e deve continuare ad esserlo. Questa è la forza della Fnsi, l’ha ricordato stamattina Franco Siddi, una storia fatta di grande battaglie per la libertà, una storia di autonomie della professione, dal potere. Questa storia, questo orgoglio, questa passione la Fnsi li porta avanti da più di 100 anni. Una storia che viene da lontano e che il 26 luglio 1943, il giorno dopo la caduta del fascismo, a palazzo Marignoli, che a Roma ricominciò immediatamente per iniziativa di Leonardo Azzarita. Era il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, il giornale che mi ha assunto, il primo giornale in cui sono stato eletto nel cdr. Mi sembra giusto ricordarlo adesso e salutare i colleghi di quel giornale e de la Repubblica che per questi lunghi anni hanno sopportato e sopporteranno la mia lunga assenza dal lavoro. Il riferimento geografico non è casuale perché qui innanzitutto voglio ringraziare la delegazione pugliese che mi ha sopportato e supportato. Il mio grazie – ha continuato Lorusso – però va a tutti quanti, agli amici delle associazioni regionali, vorrei citarli tutti però, per brevità permettetemi di salutare coloro che quando mi sono affacciato a Roma, per la prima volta, mi hanno accolto e preso per mano mi riferisco a Enrico Ferri, Daniele Carlon, Marcello Zinola, Felice Salvati che era il mio predecessore alla presidenza dell’Associazione della stampa di Puglia. Quando parlo di Fnsi parlo anche di Luciano Ceschia e di Paolo Serventi Longhi che voglio salutare. Saluto tutti i vertici dell’Inpgi, Casagit e Fondo di previdenza complementare. Ma non ultimo Franco Siddi che non mi ha mai fatto mancare l’amicizia e la sua vicinanza anche nei momenti meno felici della mia vita. Il compito del congresso è rinnovare gli organi della Fnsi. Il Segretario ora c’è. Mi permetterei di suggerire al presidente che sarà eletto di convocare nei termini statutari senza rimandarlo alle calende greche. Abbiamo necessità di metterci a lavorare subito e farlo tutti insieme. Per come sono abituato a impostare il mio lavoro – ha sottolineato Lorusso – c’è posto per tutti quelli che vogliono lavorare e con tutte le loro idee. La mia porta è sempre aperta, poi è chiaro che ci sono organismi esecutivi che decidono. Anche alla luce di quello che è stato il risultato di uno degli ultimi ordini del giorno approvati dal congresso mi riferisco al lavoro autonomo e al lavoro precario voglio dire ai colleghi che siamo aperti a ricevere suggerimenti, a correggere eventualmente errori che ci sono stati o storture che gli editori stanno cercando di mettere a segno, tutto in un quadro di chiarezza e sostenibilità dei costi del sistema previdenziale. Dobbiamo intenderci su chi sono i precari e chi i freelance. Nessuno ci venga a dire che la platea dei freelance, collaboratori, precari coincide con gli iscritti all’Ordine. Più o meno la metà di queste persone è esclusa dal sistema previdenziale e questo crea un problema di domanda e offerta durante la contrattazione collettiva. Porsi il problema dell’accesso alla professione non significa però piegare la libertà di manifestare il pensiero. L’art 21 della Costituzione nessuno lo mette in discussione. La legge professionale va cambiata senza se e senza ma. Poi verrei soffermarmi su un’altra questione sfiorata in questi giorni. Noi parliamo di giornalismo e diritti, ma abbiamo anche doveri. Nella nostra categoria ci sono problemi deontologici e di approccio alla professione. Siamo circondati da superficialità, da mancanza di preparazione, da commistione con la pubblicità. Il conflitto di interesse riguarda non solo gli editori ma anche noi. Io chiedo, e lo chiedo prima di tutto a me, – ha detto avviandosi alla conclusione – un salto di qualità culturale, di onestà intellettuale. La nostra professione deve ritrovare credibilità nella società ripartendo dalla qualità delle informazioni e dal rispetto delle regole deontologiche. È uno dei punti con cui concordo con il presidente della Fieg, Maurizio Costa. Soltanto la qualità ci potrà salvare. Altrimenti qualcuno mi dovrebbe spiegare qual è la differenza tra un giornale e la massa indistinta delle informazioni che circolano in rete. Il nostro mestiere deve diventare credibile e appetibile perché è la democrazia che ha bisogno di informazione di qualità che significa anche informazione remunerata. Ma questa costa e deve essere pagata. Domani si inizia a lavorare. Non vi aspettate in me esercizi di retorica dato il mio approccio pragmatico alla realtà, se dovessi racchiuderlo in una frase è quella scritta sul palazzo che ospita l’università di Tel Aviv, che ha molto a che fare con la nostra professione: “Direttamente ai fatti”.

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