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Diffamazione: niente carcere per i giornalisti e limiti a querele temerarie

Articolo di del 10 giugno 2015 – 16:48 | 284 views

Water Verini PdNiente carcere per i giornalisti condannati per diffamazione: lo conferma il testo approvato dalla commissione Giustizia della Camera che andrà ora in Aula a Montecitorio. "La Commissione Giustizia ha licenziato per l'Aula il provvedimento di riforma della diffamazione a mezzo stampa – è il commento di Walter Verini, capogruppo Pd in commissione e relatore del provvedimento – compiendo un lavoro serio a tutela della libertà di informazione e dei diritti dei cittadini".

"Dopo la seconda lettura da parte del Senato, il nostro lavoro ha confermato punti qualificanti e introdotto miglioramenti. Intanto – rileva Verini – si conferma la cancellazione della pena del carcere per i giornalisti per questo tipo di reato. Inoltre, con la causa di non punibilità nel caso di pubblicazione integrale della rettifica richiesta, si tutela il diritto dei cittadini a non essere diffamati e la libertà dei giornali”. 
“Ci sono poi – prosegue il relatore – gli inasprimenti di sanzione in caso di querele temerarie, che spesso rappresentano vere e proprie intimidazioni a danno dei giornalisti. E si è pensato anche ai casi, purtroppo frequenti, di fallimento delle proprietà dei giornali, casi nei quali direttori e giornalisti vengono lasciati soli a risarcire, in caso di condanna, il danneggiato per diffamazione. In questi casi ci si potrà rivalere sulla proprietà fallita”. 
“Resta fuori il tema della diffamazione nei blog, da affrontare in sede di confronto sulle questioni della rete, anche dopo la fine dei lavori della Commissione preposta insediata dalla Presidente Boldrini e presieduta da Stefano Rodotà. Insomma, un lavoro positivo, frutto – conclude l’onorevole Verini – di un confronto vero e positivo anche con Federazione Nazionale della Stampa e Ordine dei giornalisti”.

FONTE:  Fnsi

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