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Dig.it: l’Ast propone

Articolo di del 7 ottobre 2015 – 14:43 | 147 views

LuciaateriniL'intervento di Lucia Aterini

Digitale è cultura solo se si mantengono  i diritti di chi lavora. Altrimenti si cancella la dignità delle persone e si perde la qualità del prodotto. Poi, passando al tema del panel “Imprenditori e giornalisti” vorrei fare una proposta  che serva a creare reale sostegno economico al  giornalista imprenditore. Perché senza un aiuto dall’esterno siamo confinati a non avere evoluzioni. E credo che sia impossibile riuscire a stare, ora come ora, sul mercato. In un momento in cui, tra l’altro,  l’Ast è continuamente impegnata in vertenze e a sostegno di colleghi che vengono licenziati o non sono pagati. E dove, in più, anche da parte degli enti pubblici per la ricerca di figure professionali  ci si avvia verso modelli discutibili. A questo proposito voglio citare l’esempio di un Comune della provincia di Firenze che ha pubblicato un bando per addetto stampa con un meccanismo per cui più il candidato diminuiva il compenso base stabilito dall’amministrazione, più avrebbe acquistato punteggio. Tra l’altro per questo chiamiamolo “modello” e per altre violazioni abbiamo chiesto come Ast un incontro al presidente dell’Anci Matteo Biffoni.

Chiusa la  parentesi, la proposta che vorrei portare non può prescindere da una premessa, e cioè l’esperienza fatta dall’Ast nel portare avanti e seguire la messa a punto del bando per l’editoria on line grazie alle risorse della Regione Toscana. Il finanziamento ha distribuito poco meno di trecentomila euro a nove realtà imprenditoriali con lo scopo di eliminare posizioni di precariato. Questo bando ha rappresentato  il primo intervento a livello nazionale nel settore online, ha portato risultati positivi perché sono stati assunti colleghi e allo stesso tempo ci ha fatto capire dinamiche che conoscevamo solo in parte. In questo modo è stata sicuramente riconosciuta la specificità del settore e allo stesso tempo abbiamo compreso che, qui in Toscana, non ci sono ancora molte aziende strutturate e in grado di esprimere contratti di lavoro veri e propri.  Abbiamo visto anche che le realtà che riescono a fare un maggior numero di utenti non avevano i requisiti per entrare nel bando. Il risultato è stato che le risorse sono andate alle realtà più strutturate e che hanno campi di interesse vasti, che non riguardano solo l’editoria. Tutti elementi questi che saranno utili per calibrare gli interventi futuri (se ci potranno essere).

Ora fatta questa lunga premessa, ecco la proposta: credo che per il giornalista imprenditore una carta da giocare per trovare aiuti concreti sia quella dei fondi comunitari legati magari anche a settori specifici. L’Ast ha già iniziato a lavorare su questo versante, un versante complesso e che richiede competenze specifiche. Ma noi come sindacato ci siamo e siamo pronti a scandagliare questo terreno  anche con collaborazioni esterne. L’Ast si mette a disposizione su questo per chiunque sia interessato a vagliare questo campo.

Nella ricerca di fondi un altro aspetto che potrebbe essere interessante è  quello relativo al microcredito messo in piedi dalla Regione con la legge 45 del 2014. Che è diretto  non solo alle famiglie ma anche ai lavoratori in difficoltà.  Dopo un confronto con Ast e Ordine sull’erogazione di queste risorse,  sono state aperte  linee di microcredito anche a coloro che hanno la partita Iva. E quindi ai giornalisti. I finanziamenti sono di calibro contenuto  e dovrebbero essere rinnovati anche per il futuro.

In ogni caso nell’ottica di reperimento di risorse per portare avanti un’attività nell’editoria sia online che offline, va sottolineato che la dimensione che paga non è quella microscopica. Migliori risultati riesce a portare a casa  chi offre un pacchetto completo, che inserisce  tutte le figure professionali.

 

 

 

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