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Associazione Stampa Toscana: in vacanza ma con i cellulari accesi

Articolo di del 5 agosto 2016 – 13:47 | 153 views

Cari colleghi, prima di tutto buone vacanze a chi è in ferie. E buon lavoro a chi, nonostante il periodo, è impegnato a non far mancare notizie e informazioni, giorno e notte, nelle redazioni, negli studi radio e tv, nei siti internet, negli uffici stampa.

E un augurio e un in bocca al lupo a chi, invece, il lavoro lo cerca o sta difendendo un posto.

Come già sapete, gli uffici dell’Associazione Stampa Toscana osserveranno la normale chiusura estiva da lunedì 8 a domenica 21 agosto. Ma l’attività sindacale non si ferma. Andiamo in vacanza con i cellulari accesi: perché restano aperte questioni delicate che potrebbero avere sviluppi anche nei prossimi giorni. Riguardano una radio, un ufficio stampa istituzionale, un quotidiano interregionale.  Continueremo ad essere al fianco dei colleghi, senza staccare. Con la speranza di raggiungere i risultati che ci stanno a cuore.

Non mi è invece piaciuto che lo stesso senso di responsabilità che anima il sindacato, a Roma e in Toscana, non sia avvertito dai nostri politici: il Senato ha rinviato il voto sulla nuova legge per l’Editoria e questo provocherà una protesta nazionale dei giornalisti, il 12 settembre, alla quale l’Associazione Stampa Toscana non farà mancare il proprio contributo.  Contemporaneamente, ci troviamo ad affrontare la sfida più grande:  il contratto. Una bozza (o meglio, solo un’ipotesi con le richieste della Fieg) è già stata inviata ai Cdr e ai fiduciari di redazione della Toscana.

L’8 settembre ne discuteremo nel Direttivo. E per la metà del mese (presumibilmente il 14 o il 15) ci sarà l’incontro regionale aperto agli iscritti nell’Auditorium della Rai di Firenze, per la cui concessione invio un sincero ringraziamento al direttore di sede, Andrea Jengo.

Ascolteremo i colleghi. E annoteremo i loro suggerimenti. L’Associazione Stampa Toscana ribadirà quello che votò nel congresso di Chianciano: ossia la richiesta di  un contratto inclusivo. Evitando però l’effetto risucchio: cioè l’omologazione in basso, cancellando diritti e conquiste sindacali acquisite.  Personalmente ritengo che gli editori abbiano avuto moltissimo in questi anni di crisi: attraverso le costosissime 416 e i contratti di solidarietà. Al governo chiederemo di dare contributi solo a chi rispetta leggi e regole. Onorando anche il lavoro autonomo.

Mi fermo, scusandomi se vi ho sottratto qualche momento di sole e di relax.

Ringrazio tutti i componenti del Consiglio direttivo, degli altri organismi dirigenti e dei gruppi di specializzazione per il buon lavoro svolto. E rinnovo gli auguri a tutti, sperando di poter  dare informazioni positive sulle questioni aperte. Un caro saluto.

Sandro Bennucci

Presidente Ast

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