Ast e Consiglio Regionale: "Toscana attaccata dalle infiltrazioni di mafia". L'allarme del procuratore Tescaroli, di don Bigalli e della presidente Saccardi. Le cifre dell'Irpet


La mafia è da anni radicata anche in Toscana. A ricordarlo, nel seminario dal titolo "I nuovi volti della mafia e l'economia illegale in Toscana", è stato Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, tra le voci più autorevoli nella lotta alle organizzazioni mafiose. Insieme a don Andrea Bigalli, esponente di "Libera", alla presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, e all'Irpet, Istituto regionale per la programmazione economica, nel seminario per giornalisti organizzato dall'Associazione Stampa Toscana, e moderato dal presidente Sandro Bennucci, al quale hanno partecipato alcune fra le più autorevoli firme toscane della cronaca giudiziaria.

Tescaroli ha illustrato le più recenti dinamiche investigative, i settori economici più esposti e le strategie con cui Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta continuano a espandere la propria presenza sul territorio toscano. 

"Storicamente - ha spiegato Tescaroli - la Toscana è un luogo d'elezione per appartenenze e presenze di esponenti di strutture mafiose, c'è il massimo impegno e attenzione per contrastare questo fenomeno e il suo proliferare, un fenomeno che si è arricchito anche dall' attività di gruppi di criminalità organizzata straniera, come quelli cinesi e albanesi". Un interesse che può essere alimentato da un territorio florido sotto il profilo economico che attira le organizzazioni criminali: 

"Hanno nel loro DNA il proposito dell'arricchimento illecito e dunque la Toscana ha tutti i requisiti per essere territorio di conquista, è estremamente importante l'attenzione che viene rivolta al fenomeno. E' importante far conoscere ciò che avviene nel territorio in modo che tutti i cittadini e le istituzioni abbiano chiaro il problema e la sua pericolosità, con la prospettiva di mettere in campo risposte sempre più qualificate". 

Tescaroli, dopo aver ricordato la storia degli attacchi alla Toscana (la Strage del treno di Natale del 1984 e la bomba dei Georgofili del 1993) ha anche illustrato come si sta combattendo la mafia cinese e non solo, a Prato: "Stiamo cercando di attuare una strategia basata sulla tempestività dell'intervento, nei limiti in cui ciò è possibile con il massimo impegno degli inquirenti e degli appartenenti alle forze dell'ordine, consapevoli delle forti carenze di organico con le quali dobbiamo quotidianamente convivere". 

Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana, che ha ospitato il seminario nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, ha assicurato il sostegno dell'Assemblea toscana alle iniziative per tenere alta l'attenzione delle istituzioni e della politica su un fenomeno che rischia di danneggiare fortemente l'economia ma la stessa vita sociale della Toscana. 

Anche don Andrea Bigalli, animatore di "Libera", ha posto l'accento sul rischio dell'assuefazione di fronte allo strisciante pericolo mafioso. Elogiando i giornalisti "per l'attenzione e la denuncia continua". Patrizia Lattarulo, dirigente dell'Irpet, ha mostrato cifre impressionanti sulla piaga delle imprese che "appaiono e scompaiono" e della loro capacità d'impossessarsi di aziende storiche, parti integranti del tessuto produttivo.