Calcio storico: “Com’è difficile lavorare sul sabbione”


Calcio storico: “Com’è difficile lavorare sul sabbione”

Difficile, per cronisti, fotografi e telecineoperatori, raccontare le partite del calcio storico. Anche nell’edizione 2026 del torneo, chi fa informazione è stato costretto ad operare in condizioni di grave disagio, “strizzato” in mezzo agli spettatori con difficoltà forse non immaginabili.

Un collega fotografo, iscritto all’AST dopo la finale di mercoledì 24 giugno ha scritto questa lettera che pubblichiamo.

Anche mercoledì 24 giugno 2026 ero sul sabbione a "cercare di fotografare" in mezzo ad un “milione” di fotografi e videomaker la finale del Calcio Storico.

Vorrei evidenziare una delle tante situazioni imbarazzanti: nella comunicazione del Comune, (allego il passaggio clou), per la richiesta dell'accredito, viene evidenziato che serve “copia della tessera dell’Ordine dei Giornalisti”.

Ora, io non ho niente contro nessuno, perché non intendo fare il Don Chisciotte: ma su circa 60 fotografi in campo, forse in 10 eravamo "in regola", ossia iscritti all’ ODG. Altri non avevano nemmeno la pettorina che consegna il Comune. Addirittura c’era chi aveva casacche, mai riconsegnate, risalenti al 2020-2021.

Sarebbe tanto semplice porre delle regole, e farle rispettare, ma capisco che quando poni delle regole, nessuno rimane contento. Tipo: quando c'è in campo il corteo, nessuno dovrebbe stare sul sabbione, Chi infrange la regola rischia una squalifica per 5 anni. Fotografi compresi. Mercoledì 24 giugno 2026, con il “Magnifico messere” e la “Leggiadra Madonna” in campo, un fotografo si è avvicinato così tanto che il Maestro di Campo è stato costretto ad allontanarlo con una spinta. Per non parlare del fine partita, dove tanti spettatori sono scesi sul sabbione, dimenticando che c'è anche qualcuno che vorrebbe svolgere il proprio lavoro in sicurezza.

Un fotografo iscritto AST