Terza e ultima tappa del tour voluto dal Comitato regionale per le comunicazioni per incontrare gli operatori dell’informazione dei territori della Toscana. All’incontro hanno partecipato i media della Toscana centrale: le testate della carta stampata, televisive, radiofoniche e online delle province di Firenze, Prato e Pistoia.
L’iniziativa è stata un momento per ricordare le attività del Corecom a servizio dei media, ma anche di ascolto delle varie realtà del territorio.
La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, ha portato i saluti istituzionali. Insieme al presidente Marco Meacci e ai membri del Comitato – Benedetta Baldi, Carlotta Agostini, Biagio Depresbiteris e Bianca Maria Giocoli – sono intervenuti il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Giampaolo Marchini, e il presidente di Associazione stampa toscana, Sandro Bennucci.
Il presidente Ast, Bennucci, ha tracciato la situazione sindacale, partendo dai cambiamenti in atto nell'Editoria: l'avvento di Leonardo Maria Del Vecchio alla guida di Editoriale Nazionale, il cambiamento di proprietà a "Il Tirreno" (closing previsto entro il 31 ottobre), l'arrivo del gruppo greco Antenna Group, di proprietà dell'imprenditore Theodore Kyriakou, a Repubblica. Aggiungendo l'ottimo bilancio presentato da Urbano Cairo per il gruppo Rcs. Da questo scenario nuovo c'è la necessità, secondo Bennucci, che gli editori si decidano a sedersi al tavolo per rinnovare un contratto fermo da 14 anni.
Affrontata dal presidente Ast anche la situazione di televisioni, radio e siti web della Toscana. Il sindacato ha già chiesto alla Regione di rinnovare il contributo per quelle testate che hanno giornalisti dipendenti con regolare contratto. Poi Bennucci ha parlato anche del contratto di lavoro queste realtà, ossia AERANTI CORALLO, in scadenza a fine anno. Anche in questo caso occorre sedersi a un tavolo e rivedere alcune voci. Serve, in particolare, un adeguamento economico per giornalisti rimasti troppo indietro negli anni, anche rispetto alla "galoppata" dell'inflazione.
Naturalmente, nel rinnovare i contratti, ha affermato Bennucci, occorrerà guardare con attenzione alla schiera dei precari e di quei collaboratori tenuti fuori dall'equo compenso e da tutto. Gli editori, a qualsiasi livello, dovranno assumersi la responsabilità di quei "giornalisti fantasma", ossia che nessuno considera, e che sono invece indispensabili a fare i notiziari e a chiudere, ogni giorno, le pagine dei giornali.