Equo compenso, Costante: «Il governo si passa il tema come una palla avvelenata»

Nella mobilitazione della Federazione nazionale della Stampa «abbiamo tenuto insieme il rinnovo del contratto che è scaduto da dieci anni e che le aziende non vogliono rinnovare in termini di decenza, la questione dei lavoratori autonomi, del precariato, dell'equo compenso che noi stiamo ancora aspettando per i lavoratori autonomi e i collaboratori coordinati e continuativi». Lo dice Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.

Anche «sull'equo compenso purtroppo non si muove nulla - aggiunge - Sembra una palla avvelenata che uno si passa da uno all'altro. Il governo l'ha passata dal Die al Ministero della Giustizia, che se la sta tenendo. Intanto i colleghi muoiono di fame essendo pagati tre o cinque euro al pezzo, un euro e cinquanta se il pezzo è online. E questa non mi sembra che sia una situazione per aiutare e potenziare la nostra democrazia ma per annientarla, perché questa si ciba e si nutre di informazione libera, autonoma e indipendente».

Un giornalista «soggetto a ricatto economico dei diritti non è un giornalista libero e non può essere utile alla democrazia». L'equo compenso «è quello che dà l'esatta dimensione di quanto deve guadagnare un giornalista. E le aziende lo devono rispettare. Certo c'è bisogno di regole, c'è bisogno di un'azione forte del governo. Ma se le aziende non rispettano l'equo compenso - chiede Costante - per quale motivo devono prendere i finanziamenti del Governo, ad esempio per i prepensionamenti?»