I 100 anni della Fiorentina sono stati celebrati a Tavarnelle Val di Pesa, nei prestigiosi locali della Biblioteca comunale, intitolata a padre Ernesto Balducci, con un evento organizzato dalla giornalista Cinzia Dugo. Ospiti d'onore tre calciatori viola del secondo scudetto: Luciano Chiarugi, Salvatore "Ciccio" Esposito e Claudio Merlo. Oltre agli allora "ragazzi" Pierluigi Cencetti, Fabrizio Berni, Moreno Roggi.
Insieme al padrone di casa, il sindaco di Barberino-Tavarnelle David Baroncelli, i giornalisti Sandro Bennucci, presidente di Assostampa Toscana e direttore di Firenze Post, e Franco Morabito, presidente del Gruppo toscano giornalisti sportivi e autorevole firma de La Nazione e del Corriere dello Sport-Stadio. Insieme ai tifosi del Viola Club Tavarnelle.
Hanno troneggiato i ricordi della magica squadra del 1968-69, guidata da Bruno Pesaola, detto il "Petisso", che ebbe in Esposito, Merlo e Chiarugi i pilastri fondamentali che la portarono al successo. Ma è stato sottolineato anche il ruolo di Cencetti, mandato in campo, poi anche in Coppa dei Campioni, e di Fabrizio Berni, pronto a subentrare in una difesa assai solida. Mentre Moreno Roggi arrivò poco dopo, insieme a Giancarlo Antognoni, per scrivere una pagina successiva, culminata nel "quasi" scudetto del 1981-82. Quello passato alla storia con la famosa frase "meglio secondi che ladri".
C'è stato, infine, un ricordo della mitica squadra del Tavarnelle: alla fine della stagione 1970-71 la squadra conquistò la promozione in serie D, ma c'erano perplessità sulla partecipazione al campionato allora della Lega semiprofessionisti. Il sindaco dell'epoca, Luigi Biagi, un mito per Tavarnelle, incontrò, nella sede del Comitato Toscano della Lega dilettanti, il ventenne Bennucci, ai primi passi da giornalista.
"Allora farete la serie D?", chiese Bennucci. Biagi rispose: "Non so che cosa fare, mezzo paese è convinto e mezzo no". Dalla risposta l'idea: "Sindaco, faccia un referendum!". Luigi Biagi colse il suggerimento. Tavarnelle votò sì alla serie D. E il sindaco, per quell'iniziativa, finì sulle pagine sportive dei giornali nazionali, compreso il Corriere della Sera".