Milleproroghe, salta la proroga del credito d'imposta sulla carta

L'emendamento bipartisan che prevedeva il riconoscimento del sostegno anche nel 2026, 2027 e 2028 è stato assorbito in una riformulazione relativa ai rimborsi a Poste italiane per i prodotti editoriali. Costante: «L’informazione va finanziata di più, ma non per svuotare le redazioni attraverso i prepensionamenti».

Salta dal decreto milleproroghe la proroga del credito di imposta per la carta per le imprese editrici di quotidiani e periodici. L'emendamento bipartisan che prevedeva il riconoscimento del credito di imposta anche nel 2026, 2027 e 2028 – spiega l'agenzia Ansa mercoledì 18 febbraio 2026 – è stato assorbito in un emendamento riformulato, approvato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che prevede la proroga del rimborso a Poste italiane per prodotti editoriali, non più la proroga del credito di imposta per la carta.

«Mancanza di fondi», fa sapere il presidente della commissione Editoria della Camera, Federico Mollicone, che annuncia di essere al lavoro, come Commissione, su una legge delega al governo di riforma generale del settore.

«La Federazione nazionale della Stampa italiana ritiene che l'informazione vada finanziata di più, non di meno. A fare la differenza è come vengono spesi i soldi pubblici erogati al settore: la Fnsi pensa che vadano sostenuti adeguatamente i ricavi delle aziende, anche attraverso la possibilità di un bonus informazione, e che i finanziamenti non vadano impiegati quasi esclusivamente per svuotare le redazioni attraverso i prepensionamenti», è la posizione della segretaria generale del sindacato dei giornalisti, Alessandra Costante.

«L'informazione - aggiunge - è uno dei settori vitali per la democrazia. Spiace vedere che gli editori se ne accorgano solo quando c'è da rastrellare finanziamenti e non anche quando devono rinnovare un contratto scaduto da dieci anni oppure quando per l'equo compenso propongono tariffe inferiori a quelle del 2014».

Punta il dito contro l'esecutivo il presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, che prende atto «con rammarico della ennesima decisione del governo e dei partiti di maggioranza che dimostra, a differenza delle precedenti legislature, l'assenza di volontà di sostenere con i fatti un comparto fondamentale per la corretta informazione ai cittadini e per la salvaguardia della democrazia nel nostro Paese».

Parole e critiche bollate come «irricevibili» dal sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini, che al presidente Fieg replica ricordando che «soltanto nell'ultimo anno sono state varate misure straordinarie per oltre 120 mln di euro», misure che «si sommano – prosegue – al consolidato sostegno al mondo delle cooperative di giornalisti, agli enti editoriali no profit e alle fondazioni editoriali, ai contratti stipulati con le agenzie di stampa e al supporto alle convenzioni Rai».

Per Barachini, «l'approvazione del contributo alle Poste nel 'milleproroghe' è un ulteriore sostegno alla distribuzione dei prodotti editoriali e in abbonamento nelle case dei cittadini. La misura a sostegno del credito imposta sulla carta prevedeva un incremento di 40 milioni, che al momento non ha trovato le necessarie coperture finanziarie. L'impegno del governo – conclude il sottosegretario – è quello di varare anche nel 2026 misure a sostegno delle edicole e del comparto editoriale, valutando le principali necessità di un settore che attraversa una crisi profonda». 

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Cristina Manetti, assessora alla cultura e all'informazione della Regione Toscana: “Preoccupa lo stop alla carta”

“La mancata proroga del credito d’imposta per l’acquisto della carta destinato alle imprese editoriali desta preoccupazione e rende necessario un intervento per assicurare stabilità e sostenibilità al comparto”. È quanto dichiara l’assessora a editoria, informazione e comunicazione istituzionale della Regione Toscana, Cristina Manetti, che sottolinea l’importanza di confermare il tax credit nella misura del 30%.

“La decisione di non prorogare il credito d’imposta per l’acquisto della carta rappresenta un elemento di criticità per un settore strategico per la vita democratica del Paese - afferma Manetti -. Il pluralismo dell’informazione e la tenuta del sistema editoriale costituiscono un presidio essenziale e richiedono strumenti di sostegno adeguati e continuativi”.

L’assessora ricorda, al contempo, l’impegno strutturale della Regione Toscana a favore dell’editoria e dell’informazione. Con il bando 2024–2025 sono stati stanziati complessivamente 1,5 milioni di euro per il sostegno alle imprese dell’informazione locale, tra cui emittenti televisive e radiofoniche e testate giornalistiche online, riconoscendone il ruolo di servizio pubblico e di presidio territoriale.

Nell’ambito delle politiche per la Toscana diffusa, la Regione ha inoltre previsto contributi fino a 600 euro a favore delle edicole e dei distributori operanti nelle aree marginali, al fine di garantire la continuità del servizio di diffusione dell’informazione e contrastare il rischio di desertificazione informativa. Sono inoltre previsti rimborsi delle spese sostenute dalle case editrici toscane che partecipano con un proprio stand a manifestazioni di settore, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il sistema editoriale regionale.

“La Regione Toscana conferma il proprio impegno a sostegno dell’editoria e delle edicole, riconoscendone il valore economico, sociale e democratico - conclude Manetti -. In questo quadro, si ribadisce l’esigenza che anche a livello nazionale siano garantite misure strutturali di sostegno, a partire dal rinnovo del credito d’imposta per l’acquisto della carta”.