Premio nazionale Fnsi per il giornalismo d'inchiesta territoriale “Dov'è Tina Merlin oggi?”

C’è tempo fino al 10 settembre 2026 per inviare i propri lavori, in formato digitale, e partecipare alla seconda edizione del premio “Dov’è Tina Merlin oggi” promosso dalla Federazione nazionale della stampa: un concorso, nel centenario della nascita della giornalista e scrittrice, riservato alle croniste e ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente che ogni giorno raccontano l’Italia partendo dai territori. Sono ammesse tutte le inchieste giornalistiche firmate pubblicate su testate cartacee, tv, radio, web e podcast tra il 1 gennaio 2024 e il 31 agosto 2026.

Ogni cronista potrà partecipare con un solo lavoro, accompagnato da una scheda con i principali dati generali, un breve curriculum vitae, i riferimenti telefonici e di posta elettronica, da inviare all’indirizzo:  premiotinamerlin@fnsi.it.

La giuria, presieduta da Alessandra Costante Segretaria generale Fnsi, sceglierà a suo insindacabile giudizio una terna finalista che sarà resa pubblica dieci giorni prima della cerimonia di consegna, attesa per novembre a Roma. La vincitrice o vincitore saranno proclamati nel corso della cerimonia stessa e riceveranno un premio dal valore equivalente di 5mila euro. Per le finaliste o finalisti è considerata conditio sine qua non la presenza alla cerimonia di proclamazione, con eventuali spese di trasporto e alloggio saranno a carico degli interessati. L'organizzazione si riserva di valutare l'eventuale pubblicazione di tutti gli elaborati ricevuti.

Il premio vuole valorizzare il lavoro spesso silenzioso e poco riconosciuto di chi opera nelle redazioni locali, là dove non di rado nascono le grandi inchieste e si intercettano per primi i cambiamenti della società. Come per Tina Merlin, che non è soltanto la giornalista che denunciò i pericoli del Vajont quando quasi nessuno voleva ascoltare, ma una professionista che ha fatto del giornalismo uno strumento di conoscenza, partecipazione e giustizia sociale, raccontando il lavoro, le migrazioni, la povertà, l'emancipazione femminile, la difesa della salute, le trasformazioni del territorio e le conseguenze di uno sviluppo incapace di rispettare le comunità e l'ambiente. Un lavoro frutto dell’osservazione diretta, dell'ascolto delle persone, della verifica dei fatti e della capacità di stare dentro la realtà.