Giornata del silenzio, anche in Toscana, per lo sciopero generale dei giornalisti, proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa. Non usciranno domani i giornali di carta, ma sono anche mancati, in queste ore, gli aggiornamenti dei siti online. Associazione Stampa Toscana esprime vivo apprezzamento per i gesti di solidarietà dei colleghi che, pur non avendo il contratto Fieg-Fnsi, hanno manifestato solidarietà e vicinanza leggendo comunicati a spiegando le ragioni dello sciopero nei loro notiziari.
Il presidente Ast, Sandro Bennucci, e tutti gli organismi dirigenti del sindacato sono, come sempre, a disposizione dei colleghi per qualsiasi necessità o chiarimento.
Intanto la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha risposto in maniera netta alla Fieg che considera "poco costruttiva" la posizione del sindacato. Il problema è che proprio loro, gli editori che si riconoscono nella Fieg, sono "distruttivi", ossia vorrebbero smantellare il contratto di lavoro dei giornalisti, bloccato da 10 anni. Periodo in cui gli editori hanno incassato fior di milioni sotto forma di contributi dallo Stato.
"E' Risibile - scrive Alessandra Costante - considerare poco costruttiva la posizione di un sindacato che per due anni si è seduto al tavolo del rinnovo contrattuale facendo proposte concrete come, ad esempio, l'inserimento di tutte le figure che servono all'informazione online e all'informazione di qualità declinata sui canali social, oltre ovviamente alle richieste economiche di recupero dell'inflazione che la Fnsi conferma".
"Considerare gli scatti di anzianità una sorta di ammortizzatore per l'inflazione – prosegue – significa voler demolire il contratto dalle sue fondamenta. Evidentemente con gli editori della Fieg bisogna mettersi d'accordo sul glossario. Per la Federazione nazionale della Stampa modernizzazione significa nuove figure professionali, regolamentazione dell'intelligenza artificiale, recupero del diritto d'autore sugli over the top, una più civile normativa contrattuale per gli articoli 2 e 12; per gli editori significa un taglio lineare del 22% sui nuovi assunti, oltre a sforbiciate varie agli istituti contrattuali già in vigore". "La Fnsi - conclude Costante - non solo non ha rotto unilateralmente le trattative, ma prima di Natale, quando avrebbe potuto indire un secondo giorno di sciopero, ha accettato l'invito da parte della Fieg al tavolo, al quale gli editori si sono presentati con una proposta addirittura peggiorativa".