Sciopero dei giornalisti: la manifestazione a Firenze per chiedere il rinnovo del contratto e l'inclusione di precari e collaboratori "invisibili"

Molto partecipata, con giornalisti di tutte le testate, la manifestazione organizzata dall'Associazione Stampa Toscana, a Firenze, davanti alla sede Rai in occasione dello sciopero generale dei giornalisti, indetto dalla Fnsi. OItre alla richiesta del rinnovo di un contratto fermo da oltre 10 anni, che gli editori cercano sistematicamente di smantellare, mettendo a rischio la professione, la mobilitazione si è posta anche l'obiettivo dell'inclusione dei precari e di quei collaboratori "invisibili", ossia senza nessuna tutela, che vengono mediamente compensati con 3/5 euro a servizio. Inaccettabile. Ora basta davvero!

Sandro Bennucci, presidente dell'Associazione Stampa Toscana, ha ringraziato tutti i colleghi. sottolineando che non si tratta di una "battaglia di casta", ma dell'impegno per tutelare l'informazione, diritto fondamentale anche per la tenuta democratica del Paese. "Gli editori - ha aggiunto Bennucci - hanno ottenuto contributi milionari dallo Stato negli ultimi 10 anni, ma hanno reinvestito quasi nulla sulla cosiddetta forza lavoro, arrivando a svuotare le redazioni con i prepensionamenti e le buste paga attraverso la cassa integrazione a raffica. Irricevibile anche la richiesta, da parte datoriale, di un salario minimo d'ingresso per i nuovi assunti".

Applausi per i colleghi de "Il Tirreno", arrivati da Livorno dopo un'assemblea nella quale è stato sfiduciato il direttore per non essersi presentato al corpo redazionale per illustrare il piano editoriale e anche per non aver "pubblicato nemmeno una riga sul caso nato dalla multa a Cristina Manetti, già capo di gabinetto di Giani". Giulio Corsi, esponente del Cdr de "Il Tirreno", ha spiegato che i colleghi hanno considerato la scelta del direttore come "censura inutile e dannosa per gli stessi lettori". Aggiungendo che "la battaglia continuerà, anche grazie al sostegno di Assostampa Toscana e della Fnsi".

Sono seguiti gli interventi di Chiara Brilli, vicepresidente Ast e direttrice di "Controradio", ringraziata da Bennucci, insieme ad Andrea Capretti, consigliere del sindacato e capo redattore di "Radio Sportiva", per il contributo informativo che le radio, le televisioni e i siti internet della Toscana hanno dato all'informazione sullo sciopero pur non avendo il contratto Fieg-Fnsi, ma l'AerAnti Corallo che scadrà fra un anno.

Sono quindi intervenuti Paola Fichera, componente della giunta esecutiva della Fnsi, Giampaolo Marchini, presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti, Walter Fortini tesoriere Ast e componente del Cdr di "Toscana Notizie", Antonio Lovascio, presidente del gruppo toscano pensionati, Franco Morabito, presidente del Gruppo giornalisti sportivi-Ussi con la vicepresidente Sara MeiniGianluca Vatti, del Cdr di Rai Toscana con la capo redattrice Maria Adele De FrancisciStefano Brogioni e Valentina Conte del Cdr de "La Nazione", Massimo Sestini, storico presidente del gruppo toscano dei fotoreporter, Leonardo Bardazzi, fiduciario di redazione del "Corriere Fiorentino", i giornalisti della redazione fiorentina di Repubblica, i colleghi delle agenzie di stampa.

Quindi è stata la volta di Leonardo Testai e Gabriele Fontanelli, del gruppo toscano lavoro autonomo, Stefania Guernieri, consigliere Assostampa e componente della commissione nazionale pari opportunità, Simona Bellocci, fiduciaria di redazione di "In Toscana", accompagnata da un folto gruppo di colleghe. E ancora tanti giornalisti, free lance, collaboratori.

La battaglia per il contratto va avanti. Così come prosegue l'impegno di Assostampa Toscana a tutela dei giornalisti, perché il lavoro di chi fa informazione "vale", nonostante l'atteggiamento degli editori che, da oggi, dovrebbero aver capito che la categoria è compatta. E non firmerà mai più contratti che non siano almeno dignitosi. 

IL COMUNICATO SINDACALE FNSI – AST

Oggi le giornaliste e i giornalisti italiani sono in sciopero. Scioperiamo perché il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni e soprattutto perché riteniamo che il giornalismo,
presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, non abbia avuto la necessariaattenzione da parte degli editori della Fieg: molti tagli e pochi investimenti, nonostante le
milionarie sovvenzioni pubbliche.

In oltre 10 anni la riduzione degli organici delle redazioni e la riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi, licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del
contratto hanno avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini adessere informati. In questi 10 anni i giornalisti dipendenti sono diminuiti, ma è aumentato a
dismisura lo sfruttamento di collaboratori e precari: pagati pochi euro a notizia, senzaalcun diritto e senza futuro.

In questi 10 anni il potere di acquisto degli stipendi dei giornalisti è stato erosodall’inflazione, quasi del 20% secondo Istat: per questo chiediamo un aumento che sia in
linea con quelli degli altri contratti collettivi. Gli editori hanno proposto un aumento irrisorio e chiesto di tagliare ulteriormente il salario dei neo assunti, aggravando così in modo
irricevibile la divisione generazionale nelle redazioni.

Non ne facciamo una battaglia corporativa. Pensiamo che un’informazione davvero libera e plurale, che sia controllo democratico, abbia bisogno di giornalisti autorevoli eindipendenti, che non siano economicamente ricattabili.

Chiediamo un contratto nuovo, che tuteli i diritti e che guardi all’informazione con le nuove professioni digitali, regolando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ottenendo l’equo compenso per i contenuti ceduti al web.

Vogliamo spingere gli editori a guardare al futuro senza continuare a tagliare il presente.Se davvero la Fieg tiene all’informazione professionale deve investire sulla tecnologia e sui giovani che non possono diventare manovalanza intellettuale a basso costo. Lo deve a noi giornalisti, ma soprattutto lo deve ai cittadini tutelati dall’articolo 21 della Costituzione.

COMUNICATO STAMPA

 Sciopero giornalisti : la vicinanza di Rossano Rossi (Cgil Toscana)

“La Cgil Toscana esprime piena vicinanza e sostegno allo sciopero proclamato dalla Fnsi per la giornata di venerdì 28 ottobre, così come al presidio regionale indetto a Firenze da Ast. Il mancato rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, scaduto ormai da molti anni, sommato alla precarietà del settore, è un fatto grave che indebolisce non solo la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’informazione, ma l’intero sistema democratico del Paese”: lo dichiara Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, sottolineando come “in una fase storica in cui l’informazione libera, autonoma e di qualità è determinante per la tenuta democratica, è inaccettabile che a chi ogni giorno garantisce questo servizio pubblico essenziale vengano negati diritti e tutele. Servono il rinnovo del Contratto nazionale, la stabilizzazione dei precari, dignità per chi collabora”.

“Precarietà, tagli, concentrazioni editoriali e nuove tecnologie - continua Rossi - stanno trasformando profondamente il lavoro giornalistico. Queste sfide non possono ricadere sui lavoratori, senza investimenti e senza un quadro contrattuale adeguato a garantire dignità, sicurezza e futuro professionale”.

“Difendere i diritti dei giornalisti - conclude Rossi - significa difendere il diritto di tutte e tutti a un’informazione libera, pluralista e indipendente”.

Sciopero giornalisti : condivisione e sostegno dalla Cisl Toscana

COMUNICATO STAMPA

 “Condivisione delle ragioni che hanno portato allo sciopero proclamato per oggi dalla Fnsi e sostegno al presidio regionale indetto a Firenze da Ast.” Ad esprimerli è la segretaria generale della Cisl Toscana, Silvia Russo.

“Siamo convinti che rinnovare i contratti sia la via maestra per affrontare la questione salariale italiana. E ciò è tanto più vero quando si tratta, come nel caso dei giornalisti, di un contratto scaduto ormai da molti, troppi anni. Questo, insieme alla diffusa precarietà del settore, indebolisce il lavoro di una categoria strategica. Un settore come questo, interessato da così radicali e velocissimi cambiamenti, a cominciare dall’impatto dell’IA, non può restare senza un contratto aggiornato.”

“La libera informazione – aggiunge Russo - rappresenta una delle colonne della democrazia, ma quella libertà non può certo essere piena se non sono garantite condizioni di lavoro giuste e dignitose per i giornalisti. Per questo siamo al fianco dell’Ast e della Fnsi nel rivendicare il rinnovo del contratto per i giornalisti toscani e italiani.”